venerdì 23 ottobre 2026

Iperwriters - Sublime nulla


Iperwriters - Editoriale di Claudia Salvatori

Letteratura italiacana - 99 - Sublime nulla

Venerdì, ore 13.
E dopo non succede niente. Ma non è un niente fatto di tranquillità e serene abitudini. E' un niente acido, elettrico, caotico, carico di violenza: il nulla del nuovo millennio.
Comincio a sperimentare il nulla che avanza (perdonatemi questa banalità) che non è per nulla sublime. Per Sublime anima di donna, alla sua uscita, a parte la recensione di Pent e una bella intervista con Erica Arosio, avevo avuto solo semplici segnalazioni che citavano la Kay Scarpetta di Patricia Cornwell.
(Del resto, le recensioni su carta stampata non erano ormai che cazzeggi composti da una breve sinossi, una citazione dal testo e una spiritosaggine finale. Questo quando erano individuali; i giallisti venivano perlopiù recensiti in gruppo).
Dopo la vittoria al Premio Scerbanenco, nessun giornale ne riporta la notizia, neppure su un colonnino di quattro righe. Se ne accorge solo una femminista de Il Secolo XIX che si entusiasma perché ho sbaragliato (termine suo) i concorrenti maschi. Insomma, il Premio Scerbanenco non cambia minimamente la mia posizione nella letteratura italiacana, anzi se possibile sono più ignorata di prima.
Mi arriva la sensazione che di premiscerbanenco ce ne siano due: uno che viene assegnato per scherzo o per essere sfuggito di mano, e uno vero e serio, vinto da chi deve vincere. Perché c'è sempre qualcuno di intoccabile. Giornalisti, critici, colleghi e agenti letterari si puliscono la bocca e l'atteggiano teneramente a bacio quando nominano altri scrittori, bravi sì, ma non più di me. Niente tenerezza quando parlano di me. Il timore reverenziale e l'umiltà davanti al “maestro”, gli inchini e le leccate sono sempre destinati ad altri.
A una presentazione (di gruppo) il conduttore non sa che ho vinto questo premio e mi tocca ricordarglielo prima dell'inizio.
Poi, lui mi fa notare un errore nel testo, sulla data di un'edizione di Emilio Praga. Per fortuna in privato. In seguito avrebbero cominciato a farlo anche in pubblico.
Non mi sarei mai aspettata che il Premio Scerbanenco avrebbe replicato il Premio Tedeschi in un nuovo ciclo negativo di vita: sette anni di sfortuna, come quando si rompe uno specchio.
Ma che specchio avevo rotto?

(Immagine di apertura realizzata senza l'ausilio di alcune intelligenza, artificiale o naturale che sia)



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