venerdì 3 luglio 2026

Iperwriters - Sublime ambizione


Iperwriters - Editoriale di Claudia Salvatori

Letteratura italiacana - 94 - Sublime ambizione

Venerdì, ore 13.
Scrivendo Sublime anima di donna avevo anche un'ambizione di tipo squisitamente intellettuale: rendere omaggio a Igino Tarchetti ed evidenziare la continuità letteraria fra l'immaginario scapigliato e la recente valorizzazione dei generi letterari di intrattenimento.
Nel romanzo mi permetto di mettere il protagonista scapigliato Gherardo Orsi in contatto con Giovanni Verga, in una corrispondenza epistolare-dibattito fra fiction fantastica alla Tarchetti e verismo.
Istruire divertendo, era l'intenzione di Tarchetti espressa nel suo Idee minime sul romanzo. Tutta la letteratura italiacana dalla seconda metà del novecento avrebbe seguito il principio opposto: Annoiare istruendo il meno possibile.
Avevo insomma raccontato un po' di storia letteraria italiana in un thriller con tutti i crismi del genere, e cercando di far comprendere da dove il genere stesso avesse avuto origine e nutrimento.
All'uscita di Sublime anima di donna c'erano ancora foto, interviste e recensioni su carta stampata. Una in particolare, su Tuttolibri de La Stampa di Torino, a firma Sergio Pent:
La Salvatori mira in alto, nasconde il suo enigma risolto senza clamori per i cultori del genere sotto gli strati di un artificio letterario denso e avviluppante... La lettrice di professione Mariarita Fortis e l'investigatrice d'assalto Stella del Fante risolvono un mistero che spinge le loro ricerche computerizzate ad anni in cui il sessantotto era stato anticipato di un secolo esatto – è il 1878 – da nomi mitici grondanti assenzio, eccessi e tisi: Tarchetti, Praga, i fratelli Boito, Rovani... La ricostruzione del passato è dEliziosa... il pregio maggiore di un thriller che mostra la volontò di cercare vie nuove nel cuore della grande letteratura: proprio qui la Salvatori si conferma la più vivace e stilisticamente attrezzata giallista italiana.
Sono nella cinquina dei finalisti per il Premio Scerbanenco, ma non credo di vincere. Perfino la mia addetta stampa, invece di dirmi cose del tipo: "Siamo i migliori, i più forti, spaccheremo", mi dice: "Sarà difficile, con scrittori di quel calibro in corsa".
Ma in un negozio cinese un commesso mi regala un piccolo budda che, dice, porterà fortuna. Ce l'ho ancora, quel buddino, dipinto di blu.

(Immagine: Igino Tarchetti)



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