Iperwriters - Editoriale di Claudia Salvatori
Letteratura italiacana - 95 - Sublime vincitrice
Venerdì, ore 13. Quando mi telefona la segreteria del Premio Scerbanenco sono convinta che vogliano prendere accordi per la mia ospitata al Noir in Festival di Courmayeur. Invece mi annunciano la vittoria.
Un'esplosione di euforia, e un festeggiamento in famiglia (Max, io e i gatti).
Dopo, due o forse tre settimane di completo benessere. Non la chiamerei felicità, piuttosto equilibrio. Equilibrio col mondo, un sentirsi finalmente al giusto posto. Ricompensata, dopo la perdita di un lavoro importante, un anno di gestazione faticosa e un parto molto travagliato. Per non parlare degli anni pregressi, passati ad aspettare risposte da editori snob, a digerire talmente tante cattiverie e umiliazioni che se mi aprissero lo stomaco non troverebbero rospi, ma dinosauri. Sto talmente bene che mi sento perfino disposta a perdonare.
Il sito ufficiale del Premio titola: Sublime vincitrice. Si dà spazio al fatto che sia la prima donna a vincere, e avrei preferito di no, ma era scontato che lo facessero.
Certo, mi domando come sia stato possibile. Componenti della giuria che mi stimavano da tempo e il voto del pubblico online, un'incognita che credevo sfavorevole. Ma è andata. E Dio sa se me lo sono meritato. Una underdog arrivata al livello dei dog con pedigree. Sarò finalmente un cane degno di partecipare alle mostre canine? Sarò finalmente una “maestra”? Una voce autorevole? E i nemici, (i detrattori, i minimizzatori, i boicottatori, i ridicolizzatori, i falsicriticicostruttivi, i falsibenevolmente concessivi) se ne staranno finalmente zitti e a cuccia?
Anche l'esperienza a Courmayeur, tutto considerato, è abbastanza positiva. A parte qualche nota stonata. Scarsa afflluenza di pubblico vero alla mia presentazione, e la sensazione che tutto ruoti soprattutto intorno ai film, e l'interesse per i libri sia poco o nullo.
E poi la serata conclusiva con consegna ufficiale del premio che mi lascia l'amaro in bocca, come il DopoTedeschi.
Ma che cosa mi avrebbe portato il Premio Scerbanenco?
In quel periodo giocavo spesso a interrogare i King, con lancio di monetine. Il responso a questa domanda (lo ricordo ancora) è stato: Hai calpestato la coda della tigre, ma era voluto dal Cielo e non ne avrai alcun danno.
(Immagine: chinese tiger, British Museum)

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