giovedì 17 settembre 2026

Iperwriters - Sublime errore

Alexandre Cabanel "L'ange déchu" (1847)

Iperwriters - Editoriale di Claudia Salvatori

Letteratura italiacana - 98 - Sublime errore

Venerdì, ore 13. D'accordo, comprendo di aver mirato troppo in alto e di essermi di conseguenza ancor più abbassata. Niente innovazioni e operazioni di spessore culturale in un thriller. Solo una genialoide routine. E devo ammettere di aver commesso un errore.
I miei due personaggi femminili, una intellettuale (ispirata dalla mia simpatica e ironica editor da Tropea) e una detective privata (non una poliziotta o magistrata) non piacciono agli uomini. Non piacciono molto neppure a me, e mi rappresentano solo in parte, una minuscola parte (la passione per la ricerca di Mariarita e l'audacia di Stella).
Colleghi e conoscenti le trovano antipatiche. Un tipo pubblica online (nel frattempo sono apparsi i webrecensori) un articolo in cui mi demolisce dandomi dell'imitatrice di Danielle Steel, e lamentando che i soli uomini positivi della storia sono scapigliati morti.
Avrei dovuto usare come indagatore un protagonista maschile, come avevo sempre fatto. Le donne, singole o in coppie di poliziotte o magistrate, funzionano solo nelle serie crime televisive, non nei prodotti da libreria. La scarsa conoscenza del mercato e dei gusti del pubblico mi avevano penalizzata proprio quando avevo creduto di aver concepito un'operazione molto scaltrita.
Ma sbaglio in ogni caso, sia quando “vado dove mi porta il cuore” sia quando cerco di intuire e anticipare “quello che tira”.
La diagnosi dei miei amici è la seguente: sono troppo colta per i generi letterari e troppo di genere per le collane editoriali colte. Tradotto in termini miei: sono nata troppo in basso e scrivo troppo alto per essere ammessa fra i “migliori”.
Sublime anima di donna ha venduto poco più di tremila copie. Un successo, se si comincia con una tiratura di mille e poi si ristampa. Una catastrofe, se se ne stampano diecimila.
C'è chi credeva allora (e crede tuttora) che pubblicando un libro sia possibile comprarsi una villa. Non è così. Sono passati i tempi in cui Mondadori regalava una casa a Tellaro a Mario Soldati soltanto come anticipo sull'ultimo romanzo. Max e io volevamo vivere nell'hinterland di Milano, avere una piccola casa colonica ben ristrutturata con giardino, alberi e animali. Pensavamo di averne diritto.
No.
  




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