venerdì 10 luglio 2026

Spy Game incontra Alessandro Cirillo

 

Alessandro Cirillo

Nell'ambito degli incontri con autori e autrici della collana in ebook Spy Game - Storie della Guerra Fredda di Delos Digital, oggi parliamo con Alessandro Cirillo, autore distintosi in questi ultimi anni sul campo della spy story italiana, che esordisce in "Spy Game" con il romanzo breve Nebbia di Stato e che prossimamente ritroveremo sulla pagine di Segretissimo Mondadori.



Spy Game: Raccontaci qualcosa di "Nebbia di Stato" e del suo protagonista.

Alessandro Cirillo: L’idea di “Nebbia di Stato” nasce da un soggetto diverso da quello che poi ha definito la trama finale. Tempo fa ho fatto visita a una signora che non vedevo da un po’. In quella occasione mi ha raccontato un aneddoto riguardante il marito, purtroppo mancato alcuni anni prima. Ricordo che ha parlato di documenti di vario genere rinvenuti nel suo ufficio - niente di compromettente, per carità - ma la mia mente ha iniziato a macinare una storia per un romanzo breve: una vedova che, venuta in possesso di alcune carte appartenute al marito, scopriva una torbida vicenda avvenuta negli anni Settanta in cui erano invischiati i servizi segreti.
Ho pensato a un personaggio adatto e subito mi è venuto in mente Valeriano Giraudo, agente del SID che avevo già utilizzato in un mio precedente romanzo intitolato “Pericolo all’ombra degli Invincibili”. Essendo quella storia ambientata a Torino, volevo che anche il nuovo progetto avesse la stessa collocazione.
Ho iniziato a documentarmi sul periodo storico, trovando spunti interessanti come le bische clandestine in mano alla criminalità, la Fiat che schedava i propri operai con l’aiuto di elementi delle Forze dell’Ordine, il nascente terrorismo “rosso” e la rete clandestina che il KGB utilizzava per carpire segreti industriali occidentali.
Tutto materiale perfetto per la mia trama. In “Nebbia di Stato” Giraudo si ritrova a indagare sull’omicidio del caro amico Bobo Vigliotti, progettista di Fiat Aviazione. Gli inquirenti parlano di rapina finita male, ma a lui qualcosa non torna.
Il risultato è una storia di spionaggio avvincente e realistica arricchita da alcune scene d’azione. Alla fine, l’unica cosa che manca è la vedova. Magari sarà per la prossima storia.


SG; Questa è la tua prima apparizione nella collana in ebook fondata nel 2019 da Stefano Di Marino. E nel 2025 hai curato, insieme ad Andrea Carlo Cappi, l'antologia di racconti "I Professionisti", uscita come volume 1 della collana "M-Rivista del Mistero presenta" di Ardita Edizioni, che oltre a proporre una storia di Di Marino e ad alcuni suoi brevi saggi, rappresentava un omaggio nei suoi confronti da parte degli autori italiani di spionaggio. Che cos'ha rappresentato lui per te?

AC: Nel 2021 stavo preparando un articolo per il blog "Thriller Café" riguardante il thriller d’azione. In rete c’erano diverse informazioni, tuttavia, avevo bisogno di una fonte più autorevole. Mi venne in mente di contattare l’autore che avrebbe potuto darmi tutte le risposte che cercavo: Stefano Di Marino.
Confesso che gli scrissi convinto che non mi avrebbe mai risposto. Niente di più sbagliato. Non solo Stefano mi rispose, ma mi diede degli spunti preziosi per confezionare l’articolo.
Anche se non ho avuto l’opportunità di conoscerlo di persona, penso che la sua disponibilità nei confronti di un autore emergente definisca bene la bontà d’animo e l’amore per la scrittura. Fare parte di una collana da lui fondata mi onora.


SG: Quale è stata la tua iniziazione alla spy story e perché hai scelto questo filone?

AC: Ho iniziato a scrivere dedicandomi all’action thriller. I miei primi lavori sono caratterizzati da trame lineari e tanta azione. Con il tempo la scrittura è migliorata, anche grazie ai consigli dell’amico e scrittore Giancarlo Ibba. A quel punto ho sentito l’esigenza di concepire trame che avessero un intreccio più complesso. Mi è sembrato naturale virare verso la spy story.
La mia iniziazione è avvenuta con il racconto “Lethal Omega-Diserzioni non autorizzate”, finalista del Premio Di Marino 2024. Si tratta della mia prima spy story pura, seppur caratterizzata da un esplosivo finale d’azione. Il racconto è stato pubblicato nel volume 1 di “M-Rivista del Mistero presenta”, l'antologia "I Professionisti".


SG: Alla nascita della scuola italiana di spy story, la maggior parte delle firme italiane doveva scegliere protagonisti stranieri e celarsi dietro pseudonimi esotici. Negli anni le cose sono cambiate. Nel tuo percorso tu stesso hai sempre scelto una matrice italiana.

AC: Il mio percorso come scrittore nasce da una viscerale passione per l’action thriller. Fin da ragazzo ho letto di tutto, soprattutto autori come Tom Clancy e Patrick Robinson. Con il passare del tempo ho però sentito l’esigenza di storie con protagonisti italiani, terreno che fino a una quindicina d’anni fa era molto meno battuto di oggi.
Quando ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo, “Attacco allo Stivale”, ho pensato a una storia che avrei voluto leggere. Il mio protagonista doveva essere un agente segreto italiano e così è stato.
Negli anni e nelle pubblicazioni successive ho mantenuto questa impronta. Ho conosciuto altri autori emergenti che la pensavano come me e insieme abbiamo battezzato i nostri romanzi “Action Tricolore”.
Scrittori come Alan Altieri, Stefano di Marino e Andrea Carlo Cappi hanno dimostrato che l’azione e la spy story potevano parlare italiano. Si è trattato di un contributo importantissimo, perché per la prima volta è stato chiarito il concetto che per leggere dei buoni romanzi appartenenti a questi generi, non bisognava per forza andare a cercare autori stranieri.
Con Action Tricolore, mi piace pensare che, nel mio piccolo, anche io ho dato qualche colpo di martello per scardinare i preconcetti sugli autori e le storie italiane.

SG: Cosa distingue, secondo te, la spy story italiana da quella di altre origini?

AC: A mio parere, all’estero parlare di servizi segreti evoca subito intrighi internazionali e storie da Guerra Fredda. Da noi in Italia, complici le troppe oscure vicende che hanno caratterizzato i decenni dai Sessanta ai Novanta, i servizi segreti fanno subito pensare a implicazioni con politica e criminalità organizzata. Tutto ciò crea infinite possibilità di spunti per la spy story italiana. Questi aspetti sono in grado di poterci differenziare dagli autori stranieri.


SG; Quella che nella collana "Segretissimo" di Mondadori era stata battezzata "Legione Straniera" o "Italian Foreign Legion" - a causa degli pseudonimi, poi rivelati pubblicamente nel 2009 nell'antologia "Legion" - propone sempre più spesso autrici e autori italiani con il loro vero nome. Tra costoro, sappiamo che presto ci sarai anche tu. Cosa puoi anticiparci del tuo romanzo in uscita da "Segretissimo" nel dicembre 2026?

AC: Innanzitutto lasciatemi dire che entrare nella “Italian Foreign Legion” è per me fonte di grande orgoglio. Fino a qualche anno fa mi sembrava un traguardo inarrivabile e invece oggi mi trovo a pochi mesi dalla pubblicazione su "Segretissimo". Il risultato è frutto di impegno e di accurata ricerca per realizzare un prodotto che rispettasse tutti i canoni della collana.
Il romanzo, intitolato “Lethal Omega-Protocollo Gaashaanka”, è stato finalista al Premio Altieri - Segretissimo del 2025. Seppur non riuscendo a vincere, il lavoro è stato ritenuto pubblicabile nella collana "Segretissimo". I miei sentiti ringraziamenti vanno alla giuria del Premio e a Franco Forte per la fiducia che mi hanno accordato.
“Lethal Omega-Protocollo Gaashaanka” uscirà a dicembre. Si tratta di una storia ambientata a Mogadiscio che in qualche modo affonda le radici in una vicenda tristemente nota, avvenuta nel marzo del 1994. Il protagonista è Ludovico Leo, agente dell’Unità 11, sezione speciale dei servizi segreti italiani incaricata di operazioni particolari.
Leo, nome in codice Lethal Omega, si trova a Mogadiscio per organizzare il rientro in Italia della salma di suo zio, morto in un attentato a un ristorante, rivendicato da Al Shabaab. La sua permanenza nella capitale della Somalia si rivelerà più complicata del previsto, tra pedinamenti, combattimenti corpo a corpo e sparatorie che lo condurranno a scoprire una scomoda verità.


SG: E, in attesa di ritrovare in azione Lethal Omega non solo in "Segretissimo" ma anche in un ulteriore, prossimo volume dedicato alla spy story di "M-Rivista del Mistero presenta", invitiamo il pubblico a fare un salto nel passato, fino agli anni Settanta, con "Nebbia di Stato".



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