martedì 19 febbraio 2019

Il futuro delitto di Paolo Brera



Recensione di Andrea Carlo Cappi

Che un romanzo giallo possa raccontare molte cose oltre alla semplice trama è un fatto ormai noto. Così come il fatto che il meccanismo di indagine possa portare non solo alla scoperta del colpevole di un delitto immaginario, ma anche di realtà solitamente trascurate. Il futuro degli altri di Paolo Brera, tuttavia, scatena una vera e propria tempesta filosofica di cui il dubbio esposto nel risvolto di copertina – se sia l'arte a imitare la vita o viceversa – è solo l'inizio.
La trama parte da un enigma che penso sia venuto alla mente di molti autori di mystery: un delitto realmente avvenuto coincide con un omicidio raccontato in un giallo. In effetti, si racconta che nel mondo reale qualche assassino si sia ispirato ai romanzi di Agatha Christie, ma sia stato scoperto senza bisogno di Poirot o di miss Marple. Accadeva qualcosa di simile alla scrittrice interpretata da Sharon Stone in Basic Instinct, che replicava che – in quanto autrice di thriller – non sarebbe stata così stupida da copiare un delitto da un proprio bestseller. Ma qui la questione è più complessa.
Ne Il futuro degli altri viene commesso infatti un delitto dalle caratteristiche identiche a quello descritto nei minimi particolari in un romanzo pubblicato subito dopo il fatto di cronaca. Persino il nome della vittima, l'indirizzo, l'arma e la scena dell'omicidio coincidono con la realtà. Il problema è che il romanzo è stato scritto prima, quindi il sospettato numero uno è l'autore del libro, unico a poter replicare il crimine nella realtà, rispettandone ogni caratteristica. Casualmente, nella finzione, l'autore del romanzo si chiama Paolo Brera e il suo libro si intitola Il futuro degli altri.
Il personaggio Brera si dichiara innocente: nonostante il delitto sia raccontato minuziosamente nel suo libro, nega di averlo commesso. Impossibile d'altra parte che abbia in qualche modo previsto il futuro (degli altri) o lo abbia addirittura influenzato. È in atto allora un'incredibile serie di coincidenze? Devo dire che, conoscendo di persona Brera (lo scrittore, nella realtà) da oltre un decennio e sapendo che, quando ci incontriamo, si scatenano spesso flussi di coincidenze che hanno dell'incredibile, non me ne stupirei. Quindi non mi stupisco che una storia del genere sia venuta in mente a lui.

Preciso subito che dal punto di vista giallo il romanzo – mi riferisco a quello di Brera scrittore, pubblicato in questi giorni da Edizioni Clown Bianco nella collana Periferie – si risolve in maniera impeccabilmente razionale, senza nulla di sovrannaturale o fantascientifico, quindi la salma di S. S. Van Dine (autore di celebri regole che un onesto autore di detective story dovrebbe sempre rispettare) può riposare in pace. Ma la lettura di questo libro spalanca una porta sulla contaminazione tra finzione e realtà su cui vale la pena di riflettere. Quante volte l'una ci viene venduta per l'altra? In quante occasione fatti veri ci vengono presentati come leggende metropolitane e fake news invece come realtà inconfutabili? A volte le une e gli altri si assomigliano molto, differiscono solo per dettagli impercettibili ma sostanziali. Ma, come la realtà influisce sulla finzione, anche la finzione può influire sulla realtà, in un contagio reciproco. “Lo spettacolo penetra ormai dentro la vita reale, le circostanze in cui dobbiamo recitare una parte si moltiplicano...”, scrivono Brera l'autore e Brera il personaggio, “... in noi i livelli si confondono”. In un romanzo giallo in cui lo scrittore rispetta le regole si può arrivare a una soluzione definitiva e certa, nella vita reale non è detto che ciò possa avvenire.

Il romanzo "Il futuro degli altri" di Paolo Brera (Edizioni Clown Bianco) viene presentato a "Ribs & Books" giovedì 21 febbraio 2019 dalle 18 alle 20, presso Ribs & Beer, via Pitteri 110, Milano; ingresso libero. Conduce Andrea Carlo Cappi



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